VITA E FORMAZIONE

Paolo Alessandro Fanizza nasce il 5 febbraio 1948 nella città di Trinitapoli, piccolo paese in provincia di Foggia, da una famiglia di estrazione contadina.

Fin dalla tenera età dimostra una spiccata sensibilità artistica tale da distinguerlo dai propri coetanei.

La vita di campagna, l’assenza di attrattive ludiche che tipizzavano i contesti del mezzogiorno in quei tempi, spinsero l’allora adolescente, ad impegnare la propria creatività nella lavorazione dell’argilla. L’incontro con l’argilla, estratta dal sottosuolo in occasione della realizzazione di pozzi per l’irrigazione, rappresentò infatti, occasione per la creazione di piccoli passatempi e oggettistiche ludiche, funzionali ad allietare le giornate nel modo in cui solo l’immaginazione di un adolescente sa concepire.

La mente è quello di bambino di sei anni proteso a due soli fini: distruzione e creatività.

Non passò infatti molto tempo da che l’argilla diventò scultura.

Incoraggiato dal padre, nel 1966 inizia la sua educazione artistica nella città di Firenze, sede e culla di grandiosi precettori, nonché luogo di grande fervore artistico, stimolante per la nascita e la formazione di un giovane scultore con grandi ambizioni.

Affina le tecniche all’interno di botteghe d’arte di noti maestri fiorentini, si specializza nella lavorazione della ceramica, della terracotta e del marmo.

Acquisito un particolare bagaglio conoscitivo della materia, nonché una particolare esperienza nel settore, Fanizza,  fa ritorno nella città natale, ove risiede ed opera.

La sua notevole produzione d’arte è stata esposta in numerose mostre collettive e personali, a cominciare dal 1976, allestite in prestigiose istituzioni pubbliche e private nelle città di Firenze, Bologna, Roma, Barletta, Foggia, Lecce, Bari, Corato, Matera, Pompei, Terni, Milano, Venezia e Parigi, ed in tante altre, conseguendo prestigiosi premi.

Vasto è stato l’interesse, il consenso e l’apprezzamento ricevuto dal pubblico, notevole l’attenzione dei critici d’arte, della stampa specializzata e dei mass media.

È stato recensito da noti critici d’arte, fra cui Dario Damato, Mariano Vitale, Vito Cracas e Alfredo Pasolino.

Fu proprio Vito Cracas che dopo aver accuratamente osservato meticolosamente le opere dell’artista che si lasciò pronunciare espressioni di grande valore simbolico:

 

“Nelle appagabili sintesi fa percepire quel recondito che traspare dai volti e dalle posture: una stilizzazione per infondere all’inerte materia le parvenze di movimenti idonei a partecipare, con gli intimi sentimenti, le evocate suggestioni ed i vissuti fremiti che dai primordi della storia scuotono ogni essere. Rivivo nelle sue opere, con drammatico realismo, le antiche testimonianze ancora oggi riconoscibili, per eternare il ricordo di trascorsi e laceranti sensazioni, delle palpabili emozioni consumate, di suadenti attese non sempre svanite, di piacevoli suggestioni condivise, di sperate e lenitive certezze”.

 

La collezione artistica del maestro appare particolarmente copiosa, tra le tante si ricordano:

- una stele con la fucilazione (Bassorilievo) e il busto di Salvo d’Acquisto

  (sito innanzi al Palazzo di Giustizia di Trinitapoli);

- il busto in bronzo di Padre Giuseppe Maria Leone

 (sito nella chiesa Madre di Trinitapoli);

- il monumento al Gen. Giacomo Sani

 (sito nella caserma militare Cerico, Bologna);

- diversi busti commissionati da Buenos Aires (Argentina);

- bassorilievo della Madonna di Loreto per il Papa Giovanni Paolo II;

- il medaglione del Beato Bartolo Longo per il santuario di Pompei;

- il busto della Santa Maria Piccarreta

 (sito in una chiesa privata di Foggia) con diverse riproduzioni in dimensione ridotta conferite alla     chiesa di Baltimora (Stati Uniti);

- il premio “Cavalieri di Malta” conferito dal Comune di Trinitapoli a le più illustre istituzioni che     si sono distinte nel campo sociale (come l’organizzazione umanitaria “Medici senza Frontiere” e       “Comunità Sant’Agidio”);

- Opera in onore del designer Ermanno Cressoni

  (sito nella nuova sede di UP – DESIGN a Moncalieri).